Scrivere un suono
Come si scrive di musica? Non lo so, forse è per questo che lo faccio ininterrottamente dal 2012. Scrivere per me è prima di tutto domandarsi, è una forma di riflessione solitaria in cui si cerca di rivivere l’atto dell’esperienza.
Una volta ho suonato il sassofono è stato il contenitore di lunghe discussioni notturne con gli amici, infiniti scambi di vocali con colleghi critici, insonni sessioni di lettura in cui la scrivania sembrava l’unico approdo illuminato del paesaggio. Che poi queste elucubrazioni si esprimano nella forma di recensioni, video, audio, lo ritengo irrilevante, ciò che importa è che ci sono per creare dibattito, rilanciare interrogativi invece di adagiarsi in risposte effimere.
Secondo Mano Sundaresan, attuale caporedattore di Pitchfork, è necessario che un critico sia «sempre abrasivo, come carta vetrata», anche quando sta giudicando positivamente un’opera. Non dobbiamo spiegare l’ovvio noi critici, per quello già ci sono le AI e quel vecchio giornalismo che ormai non legge più nessuno. L’ideale sarebbe cogliere il momento in cui il suono irrompe nel presente e lo racconta. Non è facile, ma è sicuramente più utile dell’ennesima recensione da 400 caratteri con il voto espresso in stelline.
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Altri artefatti
Qui su Substack conduco anche la redazione di Ubu Dance Party e curo un settimanale di marginalia sul mio mestiere che si chiama Digressioni. Dal 2017 sono nel nucleo redazionale di Altre Velocità. Fra le altre cose, ultimamente ho scritto anche per La Falena e Golem; nel frattempo ho curato un canale YouTube. Sono stato dramaturg per il festival Contemporanea di Prato, e sempre per il Teatro Metastasio conduco il laboratorio di critica per l’Università di Firenze (Nebulosa) e i laboratori dedicati alle Scuole Secondarie di Prato. Ho condotto altri laboratori di critica per In\Visible Cities (quarantasettequattro), Crisalide (Masque Teatro), Vie Festival (ERT), Direction Under 30 (Teatro Sociale di Gualtieri), ho collaborato con festival e teatri in tutta Italia, scroccando sistematicamente a ogni aperitivo. Dal 2024 sono nel direttivo di Rete Critica assieme a Matteo Brighenti, Andrea Pocosgnich, Ornella Rosato, Matteo Valentini e Alice Strazzi.
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